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Archivio di Stato dell'Aquila

Festa della liberazione - 25 aprile 2023 (Archivio di Stato dell'Aquila)

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Nel 1955 si celebrò il decennale della Liberazione nazionale dall’occupazione tedesca.

L’Amministrazione comunale invitò a pronunciare l’orazione celebrativa il Ministro del Lavoro Ezio Vigorelli, la cui presenza aveva un valore altamente simbolico in quanto aveva dato “alla causa della Liberazione il contributo di sangue di due Suoi Figli combattenti per la libertà”.

Le manifestazioni si svolsero il 24 maggio, giorno in cui il Ministro diede la disponibilità ad essere presente all’Aquila, mentre il 25 aprile fu pubblicato un manifesto che rinviava a quella data come giorno delle celebrazioni ufficiali.

Il programma – previsto dal Comune di concerto con il Prefetto - prevedeva alle ore 12, nel Teatro comunale, l’orazione celebrativa pronunciata dal Ministro Vigorelli, e nel pomeriggio lo scoprimento di due monumenti commemorativi:

alle ore 17, nel Piazzale antistante l’Officina della Società Marconi Italiana, la lapide in ricordo degli operai e impiegati della Banca d’Italia rimasti vittime, nelle Officine Carte e valori, del bombardamento dell’8 dicembre 1943

alle ore 18, nel Palazzo di Giustizia, Aula magna della Corte d’Appello, in memoria dell’eroico concittadino Pasquale Colagrande, fratello del Sindaco Angelo Colagrande.

Per la benedizione dei due monumenti fu invitato il vescovo Monsignor Costantino Stella.

Furono invitate a partecipare alle celebrazioni Rosa Volpicelli, vedova di Mario Tradardi, e Caterina Camilli, vedova di Antonio Rauco, entrambi caduti combattendo nelle fila partigiane.

Dalla liquidazione delle spese deliberata dalla Giunta comunale acquisiamo alcuni dettagli sull’organizzazione della manifestazione, tra cui la commissione della lapide di Colagrande a Guido Cialente, il noleggio di autobus per trasportare gli invitati all’Officina Carte e valori, la colazione del Ministro e delle Autorità al Ristorante Tre Marie, l’acquisto di fiori e corone d’alloro, la stampa di manifesti e inviti.

Furono date inoltre disposizioni che agenti in uniforme da parata fossero presenti nelle tre sedi del Teatro comunale, dell’Officina Carte e Valori e della Corte d’Appello e per l’apposizione di corone d’alloro a Onna, a Filetto, alla lapide commemorativa dei Nove Martiri e al Monumento ai Caduti.

Su direttiva del Prefetto furono imbandierati e, di sera, illuminati gli edifici di Banca d’Italia, Credito Italiano, Banca di Roma, Cassa di Risparmio, Banco di Napoli, Istituto Nazionale Assicurazioni, Istituto Nazionale Previdenza Sociale, Camera di Commercio, Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro.

L’Amministrazione comunale si fece promotrice della pubblicazione a stampa di una monografia del professor Corrado Colacito “I martiri aquilani del 23 settembre 1943” (Arte della Stampa), provvedendo alla distribuzione alle Scuole secondarie Superiori e all’invio alle madri dei ragazzi: “Accluso alla presente se ne invia un modesto numero di esemplari assicurando che il tributo di sacrificio e di dolore offerto dalla Sua famiglia alla Libertà e all’Indipendenza della Patria, è sempre vivo e presente nell’animo della Cittadinanza e dell’Amministrazione che ne raccoglie ed esprime i palpiti e i sentimenti più puri”.

Pasquale Colagrande

Nato all’Aquila il 7 marzo 1911, occupava presso la Procura di Ferrara l’Ufficio di Sostituto. Caduto il regime fascista, dopo il 25 luglio liberò i detenuti politici recandosi di persona dal Direttore del carcere col l’ordine di rilascio. Arrestato nel pomeriggio del 7 ottobre 1943, fu fucilato all’alba del 15 novembre presso il muretto del Castello.

https://www.anpi.it/biografia/pasquale-colagrande

https://www.pietredellamemoria.it/.../lastra-in-ricordo.../

https://old.comune.fe.it/.../LePietreciparlanoancora.pdf

Mario Tradardi

Nacque a Foligno il 10 giugno 1908. Fu inviato come capo della Procura all’Aquila, dove conobbe Pasquale Colagrande. Militò nella Brigata Maiella combattendo per la liberazione dell’Aquila. Morì a Brisighella, vicino Ravenna mentre tentava l’assalto a Monte Mauro dove si erano arroccati i tedeschi. Nel 1994 sono state a lui intitolate una via della città e la Sala grande delle udienze del Tribunale.

https://www.fondazionebrigatamaiella.it/.../tradardi-mario

Antonio Rauco

Nacque all’Aquila il 5 aprile 1924. Entrò nelle file della Resistenza marchigiana. Catturato mentre rubava documenti dal Comando tedesco di Recanati, fu condannato al carcere all’Aquila dove rimase fino alla liberazione della città. Entrò nelle file della Brigata Maiella e morì per le ferite riportate in combattimento.



Ultimo aggiornamento: 25/01/2024