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Archivio di Stato dell'Aquila

Anniversario del sisma che ha colpito la Marsica il 13 gennaio 1915

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Nel giorno dell’anniversario del terribile sisma che ha colpito la Marsica il 13 gennaio 1915 l’Archivio di Stato dell’Aquila intende rinnovare il ricordo dell’evento pubblicando alcuni documenti dal fondo Prefettura.

La ricca documentazione conservata comprende l’elenco dei 37 comuni coinvolti, corredato del numero di abitanti dell’ultimo censimento, dei morti e dei superstiti; i censimenti delle famiglie con indicazione dello stato della loro abitazione (riparabile/non riparabile), gli elenchi delle persone rimaste prive di ricovero o con una sistemazione provvisoria, le relazioni sulle operazioni di soccorso, la costruzione di baracche e di padiglioni ospedali. Solo a partire dal 1926 c’è il segno di un avvio della ricostruzione attraverso la richiesta alla Prefettura di “certificati di classifica” attestanti lo stato di distruzione delle abitazioni.

Le Istituzioni

Per fronteggiare l’emergenza fu nominato un Regio Commissario e furono operativi appositi uffici quali la Direzione servizi speciali, l’Ufficio di Pubblica Sicurezza, l’Ufficio Orfani, l’Ufficio Valori, l’Ufficio recuperi, l’Ispettorato generale sanità, un servizio della Prefettura per assistenza scavi.

I Municipi, le Stazioni dei Carabinieri, le Autorità di Pubblica Sicurezza mettevano a disposizione le foto dei minorenni superstiti abbandonati o non ancora identificati.

Il laboratorio operaio femminile

Il Comitato Barese pro danneggiati della Marsica, su proposta della baronessa De Bonis – De Nobili, si impegnò nella costruzione di un padiglione da adibire a laboratorio operaio femminile. Nelle assicurazioni della baronessa l’Istituto, sostenuto con un capitale iniziale, avrebbe poi beneficiato del frutto del lavoro delle operaie, fanciulle orfane di Avezzano che sarebbero state sottratte dai pericoli della strada.

L’asilo Infantile

Don Giovanni Valente, giunto in Avezzano al momento del terremoto per prestare il suo aiuto e rimasto come parroco, costruì con tavole arrangiate alla meglio una baracca per ricoverare gli orfani superstiti.

Il semplice ricovero divenne un asilo infantile sostenuto da privati, del Comune di Avezzano e del Prefetto di Napoli.

Il 1 febbraio 1940 scrisse a Sua Altezza Reale, la principessa Maria di Piemonte, moglie del principe Umberto II di Savoia, chiedendo di devolvere per la costruzione di un asilo le offerte che avrebbe ricevuto dalla Nazione in occasione del fausto avvenimento della nascita di sua figlia (Maria Gabriella nascerà il 24 febbraio).

Il salvataggio degli archivi

Oltre al salvataggio dei superstiti, al censimento e al ricovero della popolazione si pensò alla conservazione degli archivi. Furono gli stessi notai di Aielli, Balsorano, Capistrello e Civitella del Tronto che segnalarono al Ministero di Grazia e Giustizia la necessità di avere a disposizione una baracca o qualunque altro rifugio per conservare la documentazione rimasta sotto le macerie o in edifici pericolanti e quindi abbandonati. Il Ministro, nel trasmette l’istanza al Regio Commissario, sottolinea come “la conservazione di atti notarili, anche nel periodo di tempo in cui rimangono presso il notaro, è connessa a rilevantissimi interessi pubblici, la cui tutela non può venire dall’Autorità trascurata”.

Si ha notizia anche del ricovero in baracche dell’Archivio della Sotto Prefettura, dell’Archivio degli Istituti Governativi Istruzione media in Avezzano e dell’Archivio dell’Agenzia delle Imposte, quest'ultimo recuperato dalla Guardia di Finanza.



Ultimo aggiornamento: 25/01/2024